Alter Vintage: Il fantasma e la signora Muir

Alter Vintage: Il fantasma e la signora Muir

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3 agosto 2015

Film suggestivo quello su cui stiamo lavorando in questo momento. A partire dalla storia. Una giovane vedova va a vivere con sua figlia di otto anni in un cottage a Whitcliff, un villaggio di pescatori sulla costa inglese. Già la prima notte, Lucy Muir scopre che la casa è infestata dal fantasma del precedente proprietario, il capitano di lungo corso Daniel Gregg. Dopo un primo momento di frizione, la convivenza funziona. Lo spettro si rende visibile solo a Lucy e tutto fila liscio, alleviando le reciproche solitudini, finché non arriva la notizia che gli investimenti fatti dal marito di Mrs. Muir si sono rivelati fallimentari e la casa rischia di essere venduta a dei nuovi proprietari. A quel punto, il Capitano Gregg ha un’idea: racconterà la sua avventurosa vita a Lucy così da farne un romanzo e salvare la casa, nonché lei e la figlia Ann. Ma la stesura del libro porterà a qualcosa di inaspettato.

Una bella sorpresa avere per le mani questo romantico melò che ci permette, in sede di promozione, di poter lavorare su diversi fronti.

Intanto la protagonista, Gene Tierney. Una bellezza naturale e un grande talento, molto spendibile in sede di web PR con i femminili. Elegante, raffinata, è la gioia dei red carpet, Jessica Chastain dovrà rassegnarsi all’idea nei prossimi mesi di essere la seconda preferita.

Lo stesso toccherà a George Clooney, il cui fascino maturo non riesce a competere con quello di Rex Harrison, Capitano Daniel Gregg già irripetibile.

Parliamo di un melò, molto romantico, ma è anche una ghost story. Sarà possibile quindi lavorare su un doppio binario, sviluppando la comunicazione social con uno sguardo alle più grandi storie d’amore del cinema, ma anche al classico genere delle haunted house.

Apriremo il blog di Anna Muir, la figlia di Lucy, che una volta cresciuta svelerà di essere sempre stata a conoscenza della presenza del fantasma, sarà una backstory slegata dalla trama del film che ci aiuterà a creare un’atmosfera da una parte ancora più romantica e dall’altra più misteriosa.

Sulla pagina Facebook ufficiale racconteremo anche le storie delle più famose case infestate della letteratura, del cinema e della cronaca, con una ricerca bibliografica e iconografica approfondita.

Promuoveremo una campagna per fare della biografia di Daniel Gregg una fan fiction che verrà poi pubblicata come e-book gratuito a firma di tutti gli autori. Ogni settimana daremo un canovaccio per un capitolo e il più votato dagli utenti Facebook verrà inserito nel romanzo.

Lavoreremo a una serie di character poster molto suggestivi, con elementi anche dark e richiami alla visionarietà di Guillermo Del Toro, così da poter allargare il target a un pubblico più “nerd”. L’impressione è che Il fantasma e la signora Muir abbia tutte le carte in regola per diventare un cult.

Stiamo pensando a un primo teaser trailer con un’atmosfera e uno storytelling più virato verso l’horror, per poi ammorbidire e ribaltare la situazione nelle successive release.

In generale, la comunicazione visual sarà molto classica, profondamente ispirata a quella americana degli anni Quaranta e Cinquanta.

La storyline è semplice, ma quella su cui è più piacevole lavorare: “Love never dies”.

Amiamo già molto questo film, continuiamo a vederlo a ciclo continuo con la scusa che sia per lavoro, ma in realtà è semplicemente perché è meraviglioso.

Tornando alla realtà…
Il fantasma e la signora Muir è un film del 1947, diretto da Joseph Mankiewicz, forse la più bella storia d’amore del cinema, insieme a l’altrettanto straordinario Lettera da una sconosciuta di Max Ophuls. Almeno a mio modesto parere. Nel cast troviamo anche George Sanders, che avrebbe lavorato nuovamente con Kankiewicz due anni dopo in Eva contro Eva, e una Natalie Wood bambina nei panni della piccola Anna.

Mi sono sempre chiesto come sarebbe stato poter lavorare sui grandi classici del cinema con gli strumenti odierni della comunicazione e promozione cinematografica. Un po’ per gioco, un po’ per allenarsi, soprattutto perché immergersi nel cinema che si ama mette incredibilmente di buon umore.

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