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La silenziosa estinzione degli oggetti. I Trasferibili

Quandocheancora non c’era il computer e i programmi di desktop publishing e miriade di caratteri tipografici free o a pagamento, si utilizzavano i fantastici Trasferibili o Trasferelli [che però in realtà sono quei tatuaggi colorati venduti sulle cartine (che si applicavano con l’acqua al mare o d’estate)…].

Bene: tornando ai nostri caratteri, la Latraset allo scoccare degli anni ’60 inventò questi fogli con le famiglie dei caratteri più usati (Times Helvetica Garamond Futura…), in diverse misure, addirittura con il suggerimento della spaziatura, che si applicavano grattando delicatamente con uno sgarzino o con un bellissimo stilo di vetro a punta arrotondata.

E la Letraset con i suoi fogli fantastici che odoravano di collante nuovo, non rimase a lungo sola sul mercato. Per essere precisi la lotta di classe si sviluppò tra Latraset (i più antichi e cari), i Mecanorma (di fascia media), e gli R41 (i più accessibili).

Purtroppo rispetto alla casa originale la differenza era notevole…caratteri che non si attaccavano o si crepavano, supporti che si imbarcavano e si deformavano al primo uso… e anche la tipologia del carattere lasciava un po’ a desiderare…un Futura che sembrava un Futura ma non proprio…
E quindi il lavoro finale era sempre un compromesso tra la bravura del creativo e i mezzi a disposizione.

Quando ho sorpreso mia madre che componeva frasi assemblando font e dimensioni differenti trasformando così un biglietto d’auguri in una lettera anonima per la richiesta di riscatto, ho capito davvero che l’era dei trasferibili era terminata… Pezzi di Font gotici insertati con giganteschi Helvetica…e compost di caratteri diversi e improbabili fatti con quelcherarimasto: decine di vudoppie ics e ipsilon, girate ruotate tagliate per ottenere i caratteri più ricorrenti.

Vi ho promesso di non dimenticare.
Vi ho portati in salvo nella memoria.
Voglio tenere tutto stretto, fin dal principio, i dettagli, il caso, il fluire degli eventi. Prima che la distanza offuschi lo sguardo che si volge indietro…

Luther Blisset, Q

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6 commenti su “La silenziosa estinzione degli oggetti. I Trasferibili”

  1. Salve. Vorrei chiedere se esiste qualche possibilità di realizzare questi trasferelli con il pc di casa con inkjet.
    Esiste che Lei sappia della carta o altro per poter realizzare quelle introvabili letraset o R41 co caratteri vari oppure trasferire disegni su frontalini di strumenti autocostruiti ?
    Grazie per l’attenzione e pazienza.

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  2. Li ho sempre usati sia neri che bianchi o rossi con risultati eccellenti anche per restaurare strumentazioni sbiadite….adesso che non ci sono più o se ne trovano ben pochi in giro per il mondo è diventato impossibile rinfrescare vecchi quadranti o pannelli; purtroppo computer e stampante non hanno risolto le innumerevoli applicazioni che i trasferibili permettevano di fare.

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  3. Ciao a tutti! Senza scomodare i Letraset ormai spariti da tempo immemorabile, carissimi e limitati mi sono sempre trovato bene con gli R41! Altro che estinti, li ho trovati su Amazon e poi ho contattato il loro sito per chiedere le referenze di elettronica che mi servivano e non trovavo da nessuna parte! Che dire fantastici!!!

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